Feste

Pubblicato il gennaio 5, 2015 | da Andrea Guerriero

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Sham el Nessim: la Pasqua in Egitto è tutta un’altra storia

Durante le festività, quando si ha più tempo per viaggiare, si va alla ricerca di nuove mete da esplorare, si scelgono posti lontani, con lo scopo di evadere dalla routine, ma in pochi partono con l’obiettivo di festeggiare in modo alternativo, secondo usanze e riti diversi dalla propria tradizione.

Sham el Nessim rappresenta la secolare tradizione dell’epoca faraonica, che si tramanda da più di 4500 anni, e che resta la protagonista indiscussa della primavera egiziana. Il significato letterale della festa che segna l’inizio della Primavera è “Fiutare il vento”, un vero e proprio inno alla vita, un modo unico che lega il significato della stagione più bella dell’anno a quello della resurrezione e della Pasqua.

La festività di Sham el Nessim è l’occasione per trascorrere le vacanze di Pasqua in Egitto e viverle secondo le tradizioni tipiche di questo immenso e variegato territorio, che non offre solo piramidi, sfingi, deserti e coste spettacolari, ma regala la possibilità di rendere unico e speciale questo giorno di festa.

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Nata per avvicinare il Faraone alla popolazione, la festa di Sham El Nessim era caratterizzata da canti di gioia che accompagnavano l’offerta di fiori ad Harthor, la dea dell’amore, mentre il sovrano passeggiava lungo il Nilo tra danze ed eventi sportivi. L’alto valore simbolico della festività di Sham el Nessim è legato alla Pasqua in particolare e, più in generale,  alla vita. Tutto è riconducibile alla resurrezione, all’origine e a tutti quei momenti primordiali capaci di generare sensazioni positive.

I tradizionali festeggiamenti egiziani di Sham el Nessim nascono nel 2700 a.C. Il termine “Shamo” significa “Rinnovamento alla vita” ed è cosi che viene chiamata inizialmente la più antica cerimonia appartenente ai contadini del luogo e nata per ringraziare gli Dei del raccolto. Il rito religioso si trasformerà in seguito alla cristianizzazione dell’Egitto in un vero e proprio Festival della Primavera e dell’agricoltura. Originariamente Sham El Nessim non aveva una cadenza precisa, la sua celebrazione veniva annunciata di anno in anno, in maniera ufficiale, ai piedi della Grande Piramide la notte prima della festa. In epoca moderna invece gli egiziani hanno scelto di celebrarla il primo lunedì dopo Pasqua.

I riti si tramandano di generazione in generazione e in questo giorno speciale ogni egiziano continua a porre sull’uscio della propria abitazione una cipolla tagliata a metà. Si dedica alle preghiere tradizionali, indossa abiti nuovi e colorati per dirigersi con parenti ed amici nei bellissimi giardini che costeggiano le rive del Nilo.  Colori, voci ed allegria invadono i luoghi più belli d’Egitto e una atmosfera conviviale e vivace si diffonde tra tradizioni culinarie e religiose, per trascorrere una giornata all’insegna della spensieratezza.

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Oggi è possibile condividere questo particolare momento anche per coloro che non vivono in Egitto e per tutti gli amanti dei viaggi che vogliono arricchirsi di nuovi valori e curiosità. Il clima di festa che si respira è paragonabile a quello della nostra Pasquetta, tra picnic e pranzi al sacco a base di uova sode e dipinte con mille colori per l’occasione, accompagnate da pesce salato essiccato e contornate da ricche insalate per finire con un tripudio di frutta fresca di stagione.

Il cibo scelto per questa giornata ha una forte valenza simbolica, radicata nelle antiche tradizioni egiziane. Il pesce era offerto dagli antichi egizi agli Dei per assicurarsi un buon raccolto, benessere e fertilità; oggi, è poco utilizzato a causa del suo odore molto forte, ma rimane comunque il fiore all’occhiello per gli egiziani. La sua preparazione, infatti, richiede un particolare processo definito una vera e propria forma d’arte.

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Anche le uova sono l’emblema della cultura autoctona; fin dai tempi dei faraoni venivano dipinte e appese all’interno di templi come inno alla vita e alla rigenerazione; oggi sono diventate vere prestazioni artistiche che decorano i tradizionali itinerari, i giardini e tutti i luoghi frequentati, in quei giorni, dagli egiziani. Un simbolo che, con il passare degli anni, ha acquistato valore ed una cura sempre maggiore, un momento magico anche per le famiglie che approfittano per colorare le uova insieme ai propri figli tramandando negli anni futuri questa tradizione.

Porre le cipolle sulla soglia della porta all’alba, trae invece origine da un’altra lunga tradizione: le cipolle venivano infatti utilizzate per imbottire gli occhi delle mummie. Oggigiorno vengono simbolicamente utilizzate per tenere lontani i brutti sentimenti: le invidie, il malocchio, la sfortuna e diventano un modo per augurarsi un florido e roseo futuro.

Sham el Nessim è la perla della tradizione egiziana. Definita da molti una festa cosmopolita capace di unire tutti gli abitanti del Paese senza distinzioni; riesce, ancora oggi a superare i variegati credi, le diverse religioni ed i ceti sociali rendendo questo giorno il simbolo dell’identità culturale egiziana.

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A proposito dell'autore di questo post

Ciao, sono Andrea, blogger di viaggio, programmatore web, apprendista seo e fotografo amatoriale di Milano. Amo leggere, amo la musica, amo viaggiare, soprattutto quando sono in missione e il conto lo paga l'azienda! Amo la fotografia, soprattutto come strumento per raccontare esperienze, luoghi, eventi e persone. La mia macchina fotografica (una Nikon D300) è sempre con me, e questo mi aiuta a condividere la mia vita con il resto del mondo. Entrare in contatto con nuove persone, stili di vita e tradizioni straniere, e scriverne una volta tornato a casa è tutto quello che posso chiedere.



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