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Pubblicato il maggio 2, 2014 | da Maurizio Beolchini

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Festa di San Giovanni a Pontecorvo

La Festa di San Giovanni è la festa del Santo Patrono di Pontecorvo, ma curiosamente non si festeggia in agosto il giorno del solstizio d’estate, ma la seconda domenica di maggio in memoria di una doppia apparizione del Santo ai cittadini di Pontecorvo nell’anno 1137.

Erano tempi oscuri e pericolosi e non ci si fidava quasi nemmeno dei santi, tant’è che quando il 14 aprile il Santo apparve sulla riva del fiume Lili al contadino Giovanni Mele invitandolo a recarsi dall’arciprete perché edificasse una chiesa in suo nome egli tenne per sé la rivelazione e non osò seguirne il monito. Fu così che il Santo pensò bene di andarci di persona, come si dice, apparendo anche all’arciprete peraltro in seguito consacrato Santo egli stesso come San Grimoaldo, per ripetergli il medesimo invito, a cui però il religioso non si sottrasse.

Da allora è nata la tradizione della processione nel cuore della notte dal Paese fino alla riva del fiume dove in ricordo della chiesetta, distrutta dagli eventi nel corso degli anni, è stata eretta una piccola cappella adorata come un santuario. La liturgia inizia infatti il sabato notte alle tre quando il suono delle campane e gli spari a salve di un vero mortaio svegliano la cittadina per invitarla alla funzione religiosa nella basilica.

Alle cinque finita la liturgia i cittadini si avviano in processione fino alla piccola cappella sul fiume tra canti, musica della banda del paese e colpi di mortaio. Lungo il ritorno la processione si ferma in ogni abitazione che incontra per raccogliere abitanti, cibo e bevande fino a giungere nei pressi del paese dove si uniscono alla processione il sindaco e le autorità cittadine.

La folla che accompagna questo evento è davvero eccezionale e richiama fedeli e curiosi da tutta la provincia e da molto più lontano. Ovviamente le altre ore della giornata fino a notte si trascorrono tra feste brindisi, pranzi all’aperto su grandi tavolate ed acquisti nelle tante bancarelle di specialità tipiche ciociare.

Un evento da non perdere, consigliato anche agli atei che siano curiosi dello spirito umano.


A proposito dell'autore di questo post

Un'amica giornalista mi chiamò nell'87 architetto pentito perché dopo l'esame di stato passato con 40 avevo scelto di aprire un Pub. Poi nel 2000 in piena bolla Internet ho finalmente scoperto che la birra irlandese era migliore di quella di Porta Romana e dopo avere venduto tutto su Ebay come Matteo Caccia sono partito per Dublino. Dopo quindici anni di andarivieni mi è pure passata la paura del volo e sento fratello questo leggendario popolo irlandese a metà tra il pragmatismo inglese ed il possibilismo napoletano!



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