Divertimento

Pubblicato il luglio 17, 2014 | da Manuela Lazzerotti

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Reggio Emilia, tra buon cibo e bella musica

Siamo in Emilia, e qui il cibo è non solo buona abitudine, ma anche rito ed orgoglio civico, per cui non ci si può esimere, in qualsiasi festa, paesana o di quartiere che sia, dall’assaggiare una fetta di erbazzone (torta rustica con bietole e tanto tanto parmigiano), gnocco e tigelle (una sorta di pastella fritta, che si mangia accompagnata da abbondanti salumi o per i più golosi da nutella..), o tortelli (da non perdere, a mio avviso, quelli di zucca).

Ma qui il cibo è anche sinonimo di qualità, ed il bello è che, soprattutto d’estate, una visita ad un’azienda casearia, ad un’acetaia o una cantina sociale può essere una buona occasione per assistere a concerti cui seguono piccole degustazioni ed assistere ad un concerto delle Quattro Stagioni o di musica folk irlandese in una cantina sociale e poi gustare un bicchiere di vinello e una scaglia di parmigiano… un’esperienza davvero piacevole che è possibile fare ogni anno nella rodata rassegna musicale I concerti della Via Lattea, che si svolge da luglio a novembre in cantine e latterie sociali della zona.

Stanno inoltre prendendo piede diversi ristoranti a “chilometro zero”, che offrono prodotti genuini, di qualità, dai prezzi abbordabili ed eco-sostenibili, come l’Osteria Chilometro Zero Tom e Ciccio, a Gavassa (a pochi chilometri da Reggio); per chi fosse stanco dei “soliti” tortelli è d’obbligo invece una sosta al ristorante Tortelloterapia a Sordiglio (vicino a Canossa, siamo già in zona matildica): tortelli verdi, di zucca, al radicchio, alla borragine, al cioccolato.. insomma, un’infinità..

Trovandoci poi ad una distanza relativamente breve dal lido Po di Guastalla, può valere la pena provare un ristorante specializzato nella preparazione di pesce di fiume, come il ristorante Rina, dove è memorabile appunto il fritto di fiume: pesce gatto, rane, anguilla. Per chi poi non si accontentasse solo di “mangiare reggiano” ma volesse imparare a “cucinare reggiano” (e non solo), ci sono corsi di cucina come quelli organizzati da The cooking loft.

Girare alla scoperta di buoni ristoranti risulta ancora più gustoso, se al piacere della tavola si può unire quello della musica, sempre di altissima qualità. Da qualche anno in estate si svolgono i concerti di Albinea Jazz Festival (Albinea di trova a 10 minuti di macchina da Reggio), mentre da luglio a Natale  quelli della rassegna di musica classica Soli Deo Gloria, che non solo ha il grande merito di divulgare ottima musica e far apprezzare eccellenti esecutori, ma anche quello di far conoscere il territorio utilizzando come ‘location’ graziose chiesette della provincia Reggiana poco note al pubblico, le quali spesso riservano sorprese inaspettate: ad esempio lo scorso anno, in occasione di un concerto, ho visitato la chiesa di Masone ed ho scoperto dei bellissimi manichini del settecento appena restaurati, che facevano evidentemente parte di un presepio a grandezza naturale.

Inusuale, purtroppo poco sperimentato finora, ma di grande attrattiva per i cultori della musica, è sicuramente un itinerario alla scoperta del patrimonio organistico di Reggio, nessuna città può vantare la medesima ricchezza: dallo spettacolare organo del Duomo a quelli più antichi custoditi nella Basilica della Ghiara (organo a canne monumentale, iniziato a metà ‘600 e ricostruito nel ‘700) o nella basilica di San Prospero (organo costruito nel ‘600 e ricostruito a fine ‘800), solo per citarne alcuni. C’è poi la rassegna musicale Mundus, che da anni porta a Reggio e provincia artisti del calibro di Sarah Jane Morris, le note del tango di Javier Girotto o gli organetti di Ambrogio Sparagna.

Tanti motivi insomma per visitare questa città: buona musica, buon cibo, buon vino (ovviamente lambrusco) e per i più ‘salutisti’ anche buon latte! Chiudiamo infatti con una piccola curiosità, che di sicuro colpirà chi viene da una metropoli: a Reggio, in diversi punti della città, è possibile incontrare delle macchinette distributrici che invece di vendere bottigliette di acqua minerale o bevande gassate vendono latte crudo(!)… ovviamente prodotto dalle mucche della zona.

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A proposito dell'autore di questo post

53 anni, nata a Roma ma vivo da qualche anno a Reggio laureata in lingue, traduttrice, con la passione dei viaggi (cosa che mi ha portato a lavorare per una ventina d'anni nel campo del turismo), ma appassionata anche di cinema, musica, teatro, mercatini dell'antiquariato... insomma, di cose belle !



One Response to Reggio Emilia, tra buon cibo e bella musica

  1. Paola Ligabue says:

    Bello, Manu. complimenti.

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