Luoghi

Pubblicato il giugno 11, 2014 | da Maurizio Beolchini

0

Scoprire Capraia tra birdwatching e una natura incontaminata

Più vicina alla Corsica che all’Italia Capraia è un’isola di 8 chilometri per quattro e chi la volesse percorrere lungo la costa non supererebbe i 30 chilometri complessivi di perimetro. Vista dal mare ricorda l’isola del Tesoro del celebre romanzo, ma questo non è sempre sufficiente per attirare curiosi e vacanzieri.

La vocazione turistica di Capraia è ostacolata oltre che dalla mancanza di tesori nascosti dall’oggettiva distanza dal continente nonché dalla totale assenza di spiagge, limite non indifferente per una località marina italiana. I suoi 400 abitanti però non lamentano questa assenza e si sono ben rassegnati alla mancanza di negozi griffati e ristoranti famosi. Si consolano con la straordinaria natura, il mare cristallino e profondo ricco di pesce che nei secoli hanno imparato a pescare e cucinarsi da soli.

Negli ultimi anni l’Isola di Capraia è diventata infatti meta di un turismo culturale che ne apprezza profondamente gli aspetti selvaggi e meditativi contrapposti all’animazione dei villaggi turistici della gran parte delle isole dell’arcipelago toscano. Pochi agriturismi offrono agli altrettanto esigui, ma qualificati ospiti, spazi praticamente infiniti ed un’ottima scelta di escursioni ed esplorazioni al limite dell’avventura e della scoperta, questa sì da isola del Tesoro.

In primavera gli uccelli migratori provenienti dall’Africa amano sostare sugli scogli dell’Isola per riprendere forze nella traversata verso il Continente e non sono pochi gli appassionati di birdwatching che li aspettano non con il fucile in mano, ma con l’obiettivo bene a fuoco.

L’isola deve essere circumnavigata in barca per poterne davvero apprezzare la selvaggia bellezza, tra grotte, insenature e ripide scogliere. Già ricovero degli etruschi durante le burrasche, colonizzata quindi dai romani e dai monaci di S.Antonio che ne introdussero dove possibile la coltivazione della vite, è stata attaccata più volte dai briganti Saraceni che ne riconoscevano la piratesca natura primigenia. Capraia venne quindi conquistata dai pisani prima e dalla Repubblica marinara di Genova poi. Nel 1925 venne affidata alla provincia di Livorno che più ragionevolmente di altre poteva garantirne il collegamento con la terraferma.

La stagione turistica va da aprile a fine ottobre e si apre con il Walking Festival per concludersi ai primi di novembre con la Sagra del Totano. Il Walking Festival che apre la stagione è l’occasione per visitare l’Isola. Si parte dal Porto per salire in paese e proseguire per il Forte e la chiesa di Santo Stefano. Si prosegue quindi verso sud, in direzione punta dello Zenobito, salendo lungo il sentiero per raggiungere il semaforo e l’alloggio del capitano. Si continua lungo l’antica strada romana verso lo stagnone che si costeggia per risalire il Monte le Penne per poi attraversare le antiche carceri e ridiscendere verso il porto, simbolico punto d arrivo e partenza di ogni escursione alla scoperta dell’Isola di Capraia.

L’isola ha un’unica località urbana Capraia Isola situata a 50 metri di altezza sul livello del mare collegata con una strada, la sola esistente, che in meno di un chilometro permette di raggiungere il porto dal centro abitato. Il porto di Capraia si trova in un’insenatura sulla riva nord orientale protetto da uno sperone a picco sul mare e da un’antica costruzione memore dei tempi del governo genovese: il Forte di San Giorgio.

All’interno dell’Isola dietro il monte Castello si trova lo stagnone, un piccolo lago che in primavera è colorato dallo spettacolo non comune di migliaia di ranuncoli in fiore.

Se stai pensando che quest’isola è la meta ideale per le tue vacanze dai un’occhiata alle offerte hotel a Capraia e ai traghetti per l’Isola di Capraia in partenza da Livorno! Questa isola una volta tanto esce dal coro dei tanti “turisti per caso” nazionali per offrirsi ad un turista non casuale, ma anzi attento e profondamente attratto dalla unicità di questo luogo ancora non toccato dal marketing turistico italiano.

Foto di Cremona Daniel

Tags:


A proposito dell'autore di questo post

Un'amica giornalista mi chiamò nell'87 architetto pentito perché dopo l'esame di stato passato con 40 avevo scelto di aprire un Pub. Poi nel 2000 in piena bolla Internet ho finalmente scoperto che la birra irlandese era migliore di quella di Porta Romana e dopo avere venduto tutto su Ebay come Matteo Caccia sono partito per Dublino. Dopo quindici anni di andarivieni mi è pure passata la paura del volo e sento fratello questo leggendario popolo irlandese a metà tra il pragmatismo inglese ed il possibilismo napoletano!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su ↑