Italia

Pubblicato il gennaio 13, 2011 | da Sergio

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Il Rinascimento è di casa a Siena

La storia di Siena come comune libero e indipendente inizia alla fine dell’XI secolo, quando la classe borghese si ribella ai vescovi imposti da Carlo V mettendo fine al feudalesimo, e finisce con la sconfitta dei Ghibellini senesi entrati in conflitto con i Guelfi di Firenze tra il III e il XV secolo.


Nonostante la successiva dipendenza dalla Signoria fiorentina, a Siena il rinascimento lascia dei segni indelebili e grandiosi.

Siena è uno scrigno pieno d’oro, ogni angolo e vicolo ha storie da raccontare, ogni piazza ha visto nascere e morire amori, vicende politiche e tradizioni. Il Duomo, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è sicuramente uno dei maggiori esempi di quell’epoca, con ricchissime decorazione scultorea di grandi artisti rinascimentali come Donatello al Ciborio, Francesco di Giorgio, Beccafumi e naturalmente Michelangelo.

Sulla unica e inimitabile Piazza del Campo, con la sua classica forma a conchiglia, si affacciano importanti palazzi di origine rinascimentale, come il Palazzo Comunale sovrastato dalla Torre del Mangia, la residenza della Signoria e del Podestà e la magnifica Fonte Gaia.

Un altro bellissimo esempio di architettura rinascimentale è il Palazzo Piccolomini e delle Papesse residenza della nobile famiglia di banchieri del Papa. Anche se il Rinascimento senese è stato in verità superato da quello di Firenze, l’architettura e la produzione artistica di Siena rimangono tra gli esempi più interessanti per storici e turisti di tutto il mondo.

Foto di Rodrigo_Soldon

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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