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Pubblicato il marzo 10, 2011 | da Sergio

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Sei cose da non perdere a Istanbul

Istanbul: Palazzo Topkapi, Moschea Blu, Gran Bazar, happy hour o cena sul Bosforo, Quartiere Ortakoy e la Cisterna-Basilica Yerebatan Sarnici…

1. Palazzo Topkapi

Il palazzo Topkapi, che significa ‘Porta del Cannone’, è un grande museo d’arte situato sul promontorio del Serraglio (Sarayburnu) che raccoglie il tesoro del Sultano. Il palazzo fu il centro amministrativo dell’Impero Ottomano da metà 1400 fino a metà del 1800. E’ uno degli edifici più interessanti dell’architettura della mezza luna. E’ formato da un labirinto di edifici, cortili e giardini: il Topkapi ha una superficie di 700 mila metri quadrati e al suo interno sono visitabili le stalle reali, gli alloggi degli eunuchi, la biblioteca, l’harem, una vera e propria cittadella dove vivevano le donne del sultano, mogli, figlie e concubine. Il tesoro imperiale è uno spettacolo di ricchezza tra gioielli, pietre preziose, porcellane e reliquie.

2. Moschea blu

La Sultan Ahmet Camii, la moschea blu, che si trova vicino alla chiesa di Santa Sofia, è una delle principali moschee di Istanbul. La moschea è inconfondibile perché ha ben 6 minareti. Sulla cupola centrale, alta oltre 40 metri e con un diametro di 25, ci sono quattro semicupole e tra queste altre semicupole più piccole con finestre a vetri colorati. Si chiama Moschea Blu perché le pareti all’interno sono rivestite di maioliche con motivi floreali in cui prevale il blu. La moschea fu costruita per volere del sultano Ahmet nel XVII secolo per contrastare la bellezza e l’eleganza della chiesa cristiana di Santa Sofia: all’interno della moschea si può visitare la sala imperiale dove è custodito un pezzo della pietra nera de la Mecca.

3. Gran Bazar

Il Gran Bazar di Istanbul è considerato il mercato al coperto più vasto del pianeta: nonostante la sua struttura regolare con strade e vicoli che si tagliano ad angolo retto, perdersi all’interno del Bazar è facilissimo, ma altrettanto piacevole. Le volte del bazar sono tutte affrescate. La struttura commerciale del bazar è quella originaria, con vie dedicate a specifici prodotti, per cui in alcune aree si trovano solo gioielli, in altre tappeti, in altre ancora abiti o prodotti artigianali. Il bello dell’acquistare nel Bazar è il mercanteggiare con i negozianti, che offrono i prodotti a prezzi improbabili proprio per dare l’occasione ai turisti di contrattare davanti ad una tazza di the. Il Gran Bazar ha un’estensione di oltre 30 mila metri quadri, con oltre 3500 negozi, una ventina di ristoranti/locali, 22 porte di ingresso e 2 moschee. Ci lavorano circa 20 mila persone.

4. L’ happy hour e la cena sul Bosforo

Il tramonto sul Bosforo è uno di quegli spettacoli che non si possono perdere a Istanbul. L’antica Costantinopoli offre da questa prospettiva una delle sue facce migliori: non per altro negli ultimi anni le sponde del canale che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara ed è punto di confine tra Asia e l’Europa, sono state notevolmente ristrutturate sia con complessi residenziali, sia con numerosi locali, ristoranti e bar che offrono ai turisti e alla media borghesia cittadina momenti di relax soprattutto nel tardo pomeriggio e alla sera. Nei locali sul Bosforo si esibiscono artisti di fama internazionale e il cibo sia tradizionale che internazionale è di prima qualità. Ottimi punti per ammirare i migliori panorami sono nel quartiere Galatasaray, sulla sponda europea.

5. Quartiere Ortakoy

Si tratta di un piccolo quartiere sulla riva europea nella parte nord della città, che offre una vista incantevole sia sulla città che sul canale dove ferve l’attività dei pescatori. Nel quartiere vi è un gran numero di locali, ristoranti, bar, ed è una delle zone più multietniche di Istanbul, dove convivono turchi, armeni, greci, ebrei. Nel quartiere ci sono diverse moschee, molto preziose anche se più piccole rispetto ad altre presenti in città: in tutto il quartiere ci sono sempre numerose bancarelle sia di oggetti d’artigianato che di venditori di waffle e kumpir. Questo è uno dei luoghi migliori da cui ammirare il ponte che unisce l’Europa all’Asia.

6. La Cisterna-Basilica Yerebatan Sarnici

Costruita nel 532 d.C., la Cisterna-Basilica Yerebatan Sarnici si trova nel quartiere Sultanahmet, il centro storico di Istanbul. Si tratta di un meraviglioso edificio sotterraneo di oltre 10 mila metri quadri con soffitto a volta sorretto da 336 colonne anche alte più di 8 metri. La base delle colonne è immersa nell’acqua. L’opera architettonica è stata restaurata dall’Istanbul Metropolitan Museum e aperta al pubblico nel 1987. Si tratta della più grande cisterna bizantina della città e serviva per alimentare d’acqua il palazzo imperiale. Lo spettacolo che si offre ai turisti è molto suggestivo, con le colonne che si riflettono nell’acqua immobile, ma popolata di pesci. Negli ultimi anni all’interno della cisterna si sono tenuti anche spettacoli teatrali e di arte contemporanea.

Foto della Moschea Blu di nettaphoto

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



2 Responses to Sei cose da non perdere a Istanbul

  1. Makeda says:

    Hai proprio ragione. Istanbul è bellissima qui http://turistiaognicosto.blogspot.com/2011/12/ristoranti-istanbul.html parlo delle specialità della cucina turca.

  2. Sergio says:

    mmm … pancia mia fatti capanna 🙂

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