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Pubblicato il luglio 31, 2016 | da Manuela Lazzerotti

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Reggio Emilia insolita: guida ai luoghi meno conosciuti

Non ci si faccia ingannare dalle futuristiche onde della stazione dell’Alta Velocità o dai ponti ultramoderni di Calatrava: Reggio Emilia custodisce, ben nascosti, tanti piccoli gioielli del passato, più o meno recente. E allora, ecco qualche itinerario inusuale, in grado di soddisfare i palati più esigenti e curiosi.

Per esempio, si può cominciare con una visita al Museo di Storia della Psichiatria (ubicato all’interno dell’ex manicomio San Lazzaro) aperto tutti i sabati con una visita guidata che permette di ricostruire la “quotidianità” del manicomio, mostrando alcune delle numerosissime foto che a partire dal 1880 raccontano per immagini la vita del San Lazzaro, così come strumenti di costrizione, manufatti realizzati dai ricoverati, etc. (può essere utile sapere che a fine settembre si svolge la Settimana della Salute Mentale, che prevede incontri, convegni, visite guidate, spettacoli teatrali e rassegne cinematografiche sull’argomento).

Da un punto di vista artistico, vale sicuramente la pena dedicare un po’ di tempo alla scoperta di un piccolo cameo, la chiesa di San Girolamo, formata da tre chiese una dentro l’altra: si accede da una riproduzione della Scala Santa e si entra nella prima chiesa, San Vitale e Girolamo, a pianta rettangolare; poi tramite un gioco di corridoi si arriva a quella più scenografica, S.Simone e Taddeo, chiamata anche la Rotonda per la sua forma circolare, con al centro l’altare e la bellezza di 16 statue; infine nel sotterraneo si trova una riproduzione molto realistica del Santo Sepolcro. Una chiesa “scenografica”, di architettura pura, dove un gioco di raccordi, scale marmoree e corridoi collega i tre oratori che formano il luogo di culto, una chiesa dove si respira un’aria misteriosa, quasi soffocante, che ben si adatterebbe a fornire l’ambientazione di un thriller gotico del genere Angeli e Demoni. Si dice poi che, verso le 8 del 14 settembre di ogni anno, una luce decisa illumini una formella in cotto che raffigura Cristo in croce, proprio in questo giorno il calendario liturgico celebra l’Esaltazione della Croce. Purtroppo la chiesa è visitabile solo su prenotazione o durante la Settimana Santa.

Trovo poi molto bello, nel cuore della città, in piazza Prampolini, il Battistero di San Giovanni, splendido esempio di stile romanico, dove, con un po’ di fortuna, potreste assistere ad un concerto di musica medievale (lo scorso anno ho seguito due concerti di canti gregoriani); osservando attentamente la facciata, si possono notare due barre di ferro, la cui lunghezza corrisponde a due antiche unità di misura, il braccio e la pertica: quando sulla piazza, dove si svolgeva anticamente il mercato, gli avventori acquistavano delle merci, andavano poi a verificare su queste barre che le merci fossero della misura giusta e che non fossero stati ingannati dai venditori: da qui il detto “San Giovanni fa vedere gli inganni”.

Una delle caratteristiche di Reggio è quella di essere una città verde, immersa a sua volta nel verde della campagna, situazione quindi ideale per gli amanti delle attività a contatto con la natura, offre ad esempio 50 km di piste ciclabili e tantissimi itinerari di cicloturismo; uno dei più fascinosi è di sicuro quello che porta verso Lido Po, a vedere il grande fiume, il ponte di barche di Boretto o Brescello, dove pedalavano Peppone e Don Camillo.

Numerosi sono anche gli itinerari di trekking ed i sentieri percorribili, ottimamente indicati dal CAI di Reggio Emilia. Ne segnalo un paio, che percorro spesso: l’anello di Cà del Vento, a Borzano di Albinea, molto bello in tutte le stagioni, di bassa difficoltà, per circa tre ore di cammino…una camminata nel sottobosco che non di rado permette di incontrare, lungo il percorso, scoiattoli, cinghiali, caprioli,
davvero uno spettacolo. Oppure il sentiero Parco di Vezzano-Pecorile-Casola, che vi fa respirare le atmosfere magiche delle terre Matildiche (il percorso è segnalato in modo egregio in www.scopri-re.it dove potete anche scaricare il GPS del sentiero).

Finito questo giro a piedi, in dieci minuti di macchina potete arrivare da Pecorile al borgo medievale di Votigno, dove si trova un suggestivo tempio buddista: lo ho visitato d’inverno con la neve e vi assicuro che il silenzio e l’aria rarefatta conferiscono al borgo un fascino particolare. Se poi si vuole “camminare nella storia”, non bisogna perdere l’occasione di fare un’escursione a Quattro Castella e al castello di Bianello, da cui parte un sentiero molto pittoresco e di bassa difficoltà (a Bianello si trova anche un’oasi della LIPU).

E prima di andare via da Reggio, tenetevi un’ultima mezz’oretta a disposizione, per andare a Gavasseto. Non ci troverete monumenti o chiese né fontane, nulla che possiate trovare in una guida turistica, ma troverete una cosa davvero bella: in cima a due piloni, delle cicogne anni fa hanno stabilito il loro nido, e lì sono rimaste, difese dagli abitanti della zona, molto orgogliosi della loro presenza. Se infine siete delle buone forchette e apprezzate la musica ecco qualche consiglio per scoprire Reggio Emilia tra buon cibo e bella musica.


A proposito dell'autore di questo post

53 anni, nata a Roma ma vivo da qualche anno a Reggio laureata in lingue, traduttrice, con la passione dei viaggi (cosa che mi ha portato a lavorare per una ventina d'anni nel campo del turismo), ma appassionata anche di cinema, musica, teatro, mercatini dell'antiquariato... insomma, di cose belle !



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