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Pubblicato il luglio 26, 2011 | da Sergio

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Il mio superfluo nel bagaglio a mano

Per colpa della crisi, per colpa degli aumenti, per colpa del Governo (indipendentemente da chi governa) … le vacanze diventano sempre più un lusso. Quasi il 70% di quelli che ha la fortuna di andare in ferie ci va solo per una settimana. Molti partono con in last minutes e low cost, per cui la questione del bagaglio a mano diventa fondamentale, altrimenti il low diventa high per i sovrapprezzi dei bagagli in stiva. A seguire vi propongo l’elenco di tutte le cose superflue che in genere porto con me e che quindi riducono lo spazio (e il peso) per il necessario. Ma come dico sempre: è questione di scelte.


Per sicurezza e non indurvi in errore segnalo il link dell’Enac, ente nazionale per l’aviazione civile, con i consigli (e gli obblighi) per il bagaglio a mano. E quindi parto (in senso figurato) con l’elenco del mio superfluo.

La bussola. Sarà un retaggio di quand’ero boy scout, ma senza bussola non parto, nemmeno per andare in una grande capitale dove notoriamente non serve.

Il binocolo. Non del tutto superfluo, ma se vai a Londra, Vienna o Berlino è difficile che sia utile. Lo porto per guardare le stelle e la luna da quelle latitudini. E non sono costretto a darvi spiegazioni.

Un gessetto. Nel caso mi venisse voglia di scrivere su un muro, ispirato dalle stelle di cui sopra. Se mi beccano con lo spray faccio una brutta figura e mi arrestano. Con il gessetto faccio tenerezza (ok, pena) e mi lasciano stare.

Un mazzetto di corda. Sempre un retaggio scout, ma nell’ipotesi che volessi unire i letti singoli nella camera del B&B per non perdere una notte di passione con la mia bella …  non mi dilungo che avete capito il senso.

Il set del cucito. Non proprio inutile, in teoria non dovrei pensarci io, ma … è dell’uomo previdente non mancare mai di niente.

Il caricabatteria del cellulare a manovella. L’ho comprato anni fa in Corso Garibaldi a Milano, alla Città del Sole, con il set completo di spinotti per tutte le marche di cellulari. Utilissimo quando fai trekking sul Gennargentu o vai a Compostela, poco utile quando vai in hotel a Viareggio. Ma non si sa mai.

Lente di ingrandimento. Nell’ipotesi che  l’aereo precipiti su un’isola deserta (tra Malpensa e Heathrow) e devo accendere un fuoco d’emergenza … sono pronto.

Un libro tosto ma illeggibile. Ricordate quando Giorgio Gaber cantava: “…se invece sto leggendo Hegel, mi concentro sono tutto preso, non da Hegel naturalmente, ma dal mio fascino di studioso”. Hai presente in aereo il figurone con la vicina che guarda ammirata? Sperando non conosca Gaber …

Una calamita o un pacchetto di cicche. Allo scopo di lasciare un messaggio attaccato da qualche parte.

Il minirecoder portatile per non perdere le mie idee brillanti nel cuore della notte o per rubare le conversazioni altrui.

Una chiavetta Usb che anche quella … non si sa mai.

Il cubo di Rubik che aggrega.

2 spille da balia perché lo diceva la nonna.

Sommando il tutto sono ben sopra il chilo e quindi per il cambio intimo, i vestiti e gli accessori davvero necessari avanza ben poco. Ma come dicevo all’inizio: è una questione di scelta.

La tua qual è? Ami il superfluo o ti attacchi come una cozza al necessario?

Foto di David Boyle

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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