Italia

Pubblicato il novembre 6, 2012 | da Sergio

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L’Italia dei sapori: guida ai musei enogastronomici – Parte 1/4

Un popolo di poeti, navigatori e santi, ma anche di buone forchette. Perché diciamolo, anche con una sana dose di sciovinismo, come si mangia in Italia non si mangia in nessuna nazione al mondo. Hanno voglia i Francesi a millantare primati e sapori, i giapponesi a inventare piatti con i pesci più strani, i sudamericani a infarcire le tortillas e i nordici a condire le carni di renna con la marmellata di mirtilli. In Italia il culto della cucina e del cibo è arte millenaria.

Un’arte favorita dal fatto di essere così ‘lunghi’ e quindi dal poter proporre dalla dieta mediterranea al gulash, dal burro all’olio, dalla pasta alla polenta, dai cannoli siciliani allo strudel del Trentino. E i vini? Spaziamo dai delicati nettari dei colli piacentini al caliente Nero d’Avola di Sicilia, dal Barolo delle Langhe al Primitivo di Manduria. E visto che la gastronomia è un’arte, come tale merita spazi espositivi esclusivi: è per questo che in tutta Italia si trovano tantissimi Musei del Cibo, della Gastronomia, dei prodotti base per la cucina nazionale. Dall’antipasto al dolce, dal vino all’ammazzacaffè. Per inciso: sono talmente tanti questi musei che siamo costretti a suddividerli in quattro post che pubblicheremo nelle prossime settimane.

Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano

Torgiano è vicino a Perugia. Il Moo, Museo dell’Olivo e dell’Olio, è ospitato in un palazzo del Seicento, palazzo Graziani-Baglioni. Qui si trovano quasi 3 mila manufatti esposti in 20 sale che documentano la storia e l’arte di produrre olio e vino. Di notevole pregio i pezzi del periodo cicladico e ittitico (3000-2000 a.C.), greci e romani, fino a quelli per la produzione contemporanea. All’interno del Museo è presente una fornitissima biblioteca enologica e un’osteria dove assaggiare vini e oli locali.

Museo della Grappa di Bassano

Non poteva che essere a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, il museo del più autoctono dei distillati d’Italia. Ospitato vicino a Ponte Vecchio a Bassano, il Museo della Grappa Poli offre una panoramica sulla storia della distillazione e percorsi didattici adatti a tutte le età. Nel museo sono presenti ricostruzioni e pezzi originali di apparecchi, distillatori e alambicchi, ma anche documenti e illustrazioni storiche sui diversi metodi di produzione.

Museo dei Confetti di Sulmona

Sulmona, in provincia de L’Aquila è famosa in tutto il mondo per la fabbrica di Confetti Pelino. All’interno della fabbrica è allestito un museo dei confetti dove sono esposti macchinari e oggetti dedicati a questa specifica arte sulmonese che risale al 1400, i documenti e i riconoscimenti ricevuti nel corso della partecipazione alle principali esposizioni internazionali dal 1800 fino a i giorni nostri.

Museo del Maiale di Carpineto Sinello

A Carpineto Sinello, in provincia di Chieti, si trova il Museo del Maiale. E’ un grande spazio espositivo a cui si affianca una zona per la degustazioni di prodotti della lavorazione della carne di suino con la possibilità di acquisto di salumi freschi e confezionati. Il Museo offre una doppia prospettiva di visita: una più generale con video su schermi tattili sulla tradizione alimentare che ha per protagonista il maiale; un’altra più etnografica per presentare oggetti e strumenti utilizzati nell’allevamento e nella lavorazioni delle carni. Carpineto è da un paio di secoli la ‘capitale del maiale’.

Museo della Liquirizia di Rossano

All’interno di palazzo Amarelli a Rossano in provincia di Cosenza, ha sede il Museo della Liquirizia. Intitolato a Giorgio Amarelli, fondatore della fabbrica che dal 1731 produce liquirizia, il museo, aperto nel 2001, presenta soprattutto una ricca documentazione sulla lavorazione e la commercializzazione di questa preziosa pianta. Nelle sale sono riprodotti gli antichi ambienti delle botteghe dove avvenivano gli scambi commerciali, nonché i processi di coltivazione e produzione, gli attrezzi usati per ricavare il succo, gli stampi e i macchinari. Molto interessante è la ricostruzione di un antico negozio dell’800 con le confezioni dell’epoca. La liquirizia è un prodotto tipico calabrese esportato in tutto il mondo.

Museo del Pomodoro di Collecchio

Inaugurato nel 2010, il Museo del Pomodoro di Collecchio in provincia di Parma, è un museo etnografico ospitato presso la Corte di Giarola, un centro di trasformazione alimentare fin dal Medioevo. Il museo presenta le tappe della storia di questa bacca proveniente dalle Americhe. Il percorso espositivo è organizzato in sette sezioni: la storia del pomodoro e la sua diffusione in Europa, lo sviluppo dell’industria di trasformazione a Parma, le tecnologie produttive, il prodotto finito e gli imballaggi, l’evoluzione industriale, la fabbrica e infine la cultura, intesa come pubblicità, citazioni e riproduzioni fotografiche e dipinti.

Museo del Salame di Felino

Felino è un Comune in provincia di Parma. Il Museo del Salame, inaugurato nel 2004, è ospitato nelle cucine del Castello di Felino che risale al IX secolo. Il Museo presenta la storia e l’arte della macellazione del maiale, la produzione del salume, curiosità e testimonianze di una antica tradizione. Il percorso museale è diviso in sezioni, dall’analisi storica della convergenza tra il territorio e il prodotto, all’impiego in gastronomia, alla produzione casalinga, alle tecnologie della produzione e di commercializzazione. Naturalmente a fine visita è disponibile uno shop per gli acquisti.

E siamo giunti al termine della prima puntata del nostro tour alla scoperta dei musei enogastronomici italiani, ma nelle prossime settimane vi aspettiamo con altri indirizzi da leccarsi i baffi! :)

Foto di israeltourism

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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