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Pubblicato il agosto 7, 2013 | da Sergio

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5 borghi in Umbria da visitare

Umbria Umbria delle mie brame chi è la più bella del reame? La Toscana? L’Alto Lazio? L’entroterra marchigiano? Quel Montepulciano in odor di senese? Insomma chi? Ma sei tu la più bella, Umbria “Da le vie, da le piazze gloriose” come di te poetava il Carducci. Talmente bella che a voler citare i borghi da visitare non bastano pagine e pagine. Ne scegliamo 5, a nostro rischio e pericolo, tutti in provincia di Perugia.

1. Castiglione del Lago

Sulla sponda ovest del Lago Trasimeno si insinua sull’acqua un promontorio di pochi chilometri quadrati. Sulla punta rocciosa e boscosa sorge Castiglione del Lago, uno dei borghi più belli d’Italia. Arriva da lontano Castiglione del Lago, sorto per mano etrusca, poi territorio di Roma, dei Ghibellini, e terra di conquista di vari ducati tra cui i Corgna (1550 d.C.) di cui si ammira ancor oggi lo splendido complesso monumentale di Palazzo della Corgna. Passeggiare per Castiglione del Lago a ridosso della fortezza con vista sul Lago Trasimeno aiuta a recuperare quello spirito di pace che già aveva provato il poeta Byron quando aveva definito lo specchio d’acqua argenteo velo. Da vedere a Castiglione del Lago: la Chiesa di S. Maria Maddalena, con una splendida ‘Madonna del Latte’ del ‘300 senese, e la Chiesa di S. Domenico della prima metà del ‘600 con il bellissimo soffitto a cassettoni. Nelle trattorie di Castiglione al Lago si gustano degli ottimi piatti a base di pesci d’acqua dolce, tra cui la regina in porchetta, una carpa gigante cotta al forno. Dalle campagne intorno arriva il rosso dei Colli del Trasimeno.

2. Citerna

Neanche da dire anche Citerna è nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. Già Castrum Citernae in epoca romana, nel Medioevo è contesa tra la ghibellina Arezzo e la guelfa Città di Castello. A metà del 1400 appartiene allo Stato Pontificio e a metà del 1800 ospita Giuseppe Garibaldi diretto a Ravenna. Citerna si trova in una posizione spettacolare: domina la valle del fiume Tevere come una terrazza sul mare. La particolarità di questo borgo umbro sta nel sottosuolo. Costruita su più strati, Citerna è ricca di camminamenti sotterranei, di percorsi che si aprono su cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Il centro storico di Citerna è racchiuso da mura del XIII secolo. Tra i monumenti di particolare interesse il Monastero di Santa Elisabetta, la Casa Prosperi-Vitelli con il camino degli innamorati, la Chiesa di San Francesco confiscata dopo l’Unità d’Italia e oggi chiesa-museo. Dalla piazza principale, Scipione Scipioni, si ammira un panorama fantastico sulla valle ai piedi del borgo. Nelle trattorie di Citerna è d’obbligo mangiare le tagliatelle fatte a mano e la bistecca di chianina.

3. Montefalco

Chi decide di soggiornare in un hotel in Umbria, non può esimersi dal visitare Montefalco, paese che grazie alla sua posizione è soprannominato la Ringhiera dell’Umbria. Dai belvedere che circondano il borgo si ammirano in lontananza tutte le città e i borghi di questa incredibile regione: Perugia, Assisi, Spello, Trevi, Spoleto, ecc. Circondato da massicce mura medievali, il borgo deve il proprio nome alla passione per la falconeria di Federico II di Svevia. Da non perdere e visitare a Montefalco c’è la chiesa di San Francesco con gli splendidi affreschi sulla vita del Santo e una natività del Perugino. Nella Pinacoteca sono conservate opere dal ‘300 al ‘700. Dalla chiesa si arriva direttamente alla piazza dove svetta il Palazzo del Comune del XIII secolo. Da lì si prosegue verso la Chiesa di Sant’Agostino con le opere del Lorenzetti e di Bartolomeo Caporali. Di fronte si trovano la Chiesa di San Leonardo e un imponente edificio dedicato a Santa Chiara da Montefalco, agostiniana che visse tra 1200 e 1300. Assolutamente da provare a Montefalco è il vino rosso Sagrantino Docg, vino di grande struttura, che accompagna i piatti di gnocchi e pappardelle, ma sopratutto le carni alla griglia e allo spiedo.

4. Norcia

Forse il più famoso dei borghi che qui raccontiamo, Norcia è terra di Etruschi e Sabini, ovviamente di Romani, ma anche di Longobardi: poi terra della Chiesa e all’inizio dell’800, occupata dai napoleonici, parte dell’impero francese. Il centro storico di Norcia è chiuso da mura e da otto porte di accesso. Corso Sertorio, il principale della città, arriva in piazza San Benedetto, con il Palazzo Comunale del XIII secolo e la Basilica del XIV secolo. Sulla piazza si innalza anche la rocca chiamata Castellina, residenza fortificata, oggi sede del Museo Civico e Diocesano. Tra i monumenti più noti di Norcia c’è la Concattedrale di Santa Maria Argentea, edificata sul tempio alla Dea Fortuna Argentea del III secolo, convertito (suo malgrado) al culto cristiano. In Piazza Garibaldi si trova una vecchia chiesa dedicata a San Francesco, che porta ancora i segni del terremoto del 1859, e che oggi ospita l’archivio storico comunale. In Via Umberto si ammira un’edicola votiva, il Tempietto, struttura romanico-gotica della prima metà del 1300: è l’edificio storico meglio conservato di Norcia. Da gustare assolutamente nelle trattorie di Norcia il tartufo nero e il prosciutto di Norcia, prodotti tutelati da diversi certificati di qualità internazionali.

5. Trevi

Un tempo, in età romana, si chiamava Trebiae. La zona fortificata si trovava sulla collina, la zona urbana più in pianura, lungo il fiume Clitunno. Nel 1200 viene conquistata dal Ducato di Spoleto, saccheggiata e distrutta. Ricostruita con tenacia dai suoi abitanti tra il XIV e il XVI secolo vive un periodo di splendore: diventa un centro rinomato per il pregiato olio di oliva, al punto che tutta la zona riceve finanziamenti per la bonifica delle paludi. Finanziamenti che arrivano da uno dei primi Monte di Pietà d’Italia. Trevi è famosissima per la sua forma a chiocciola che dalla base del colle arriva in cima. In Piazza Mazzini si affacciano il Palazzo comunale con la torre civica, Palazzo Valenti del 1545 e l’ex convento di S. Francesco oggi museo cittadino dove è conservato un Crocifisso opera di un ignoto Maestro del Crocifisso di Trevi. Lungo Via Fantosati e Via Dogali si arriva in cima al colle dove spicca la cattedrale di S. Emiliano. Come già accennato da non perdere da un punto di vista gastronomico è l’olio d’oliva che accompagna meravigliosamente il sedano nero di Trevi. Il vino Trebbiano si lascia bere senza problema alcuno con gli strangozzi al tartufo o i piatti d’anatra serviti nei ristoranti di Trevi.

Foto di pizzodisevo (therapy – terapia – Therapie)

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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