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Pubblicato il febbraio 12, 2014 | da Giovy

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Un viaggio a Cuba

Cuba è quell’isola in cui ho imparato che cosa voglia dire guardare “il mondo a colori“. Tanti pensano subito al mare cristallino dei Caraibi ma, ripensando ai miei giorni sull’Isla Grande, io non faccio altro che pensare al rosso della terra e al verde della Sierra. Si può fare un viaggio a Cuba senza toccare il mare?

La risposta è sì e oggi vi spiegherò come.

Su Cuba ne sento sempre di cotte e di crude. Sono come un termometro quando sento parlare di quell’isola perché è cose se fosse una parte di me: se ne parlano male mi scaldo e divento cattiva. Similitudini a parte, ho visitato Cuba parecchie volte perché là ho compiuto alcuni studi per la mia tesi e ho scandagliato quel territorio, e la gente che lo abita, come se avessi avuto un microscopio al posto degli occhi. Sono dell’opinione che prima di giudicare una persona, un’opera, una nazione la si debba conoscere a fondo. Per questo motivo mi sono buttata a pesce a studiare Cuba: perché volevo avere la giusta conoscenza per parlare di lei.

Per conoscere la vera isola e la sua gente, secondo me, si deve partire da Sud, da quella che viene chiamata la Provincia de Oriente. Avete presente la canzone di Compay Segundo “Chan Chan“? Essa è capace di guidarci attraverso la Provincia de Oriente dandoci un vero e proprio itinerario da seguire.

Questa provincia che occupa la parte meridionale di Cuba è capace di raccontarci e di spiegarci ciò che viene indicato nella celebre Guantamera. “Yo soy un hombre sincero de donde crece la palma“… e qui la vita è fatta di terra, canna da zucchero e palme che puntano al cielo.

Come per molte terre tra Centro e Sud America, la vera essenza della vita non è il mare, ma la terra. Viaggiando da Santiago a Bayamo si ha davvero la possibilità di gustarsi tutto quel rosso argilla che il terreno di Cuba regala. Si passa attraverso zone montuose dove la vita è semplice e la gente sorride nel vederti passare. Le strade qui sono poco curate e occorre fare attenzione. A me è successo un piccolo guaio e tutti si sono prodigati ad aiutarci senza chiederci nulla in cambio. Qui ho potuto apprezzare i sorrisi dei bimbi che mi raccontavano la loro giornata di scuola o i racconti di gente anziana che parlava di Cuba con la nostalgia negli occhi.

Da Bayamo puntate verso Mayarì, proprio come dice la canzone di Compay Segundo. Ci saranno mille tonalità di verde pronte a colmarvi gli occhi e a farvi ripetete a voce alta “Mai visto un colore così“. Il tutto sarà condito da un cielo nel quale le nuvole giocano a correre, per vedere quale sia la più veloce e quella col colore più bello. Solo a Cuba ho visto le nuvole viola, in uno dei temporali più belli al quale io abbia mai assistito in giro per il mondo. E anche in quel caso non era il mare la mia cornice bensì la Sierra, quella che si trova verso nord chiamata Escambray.

Cuba es campesina” mi disse un signore in una libreria di Holguin. Io compresi in pieno che se non avessi visto il sud e non mi fossi persa nelle sue strade poco tracciate forse non avrei mai inteso davvero le parole che José Martì, eroe nazionale senza tempo e senza colore politico, mise nero su bianco moltissimi anni fa.

“Mi verso es de un verde claro
Y de un carmín encendido,
Mi verso es un ciervo herido,
Que busca en el monte amparo.”

Quel verde chiaro e quel rosso acceso citati nella poesia (che solo successivamente divenne una canzone) sono i colori stessi che definiscono l’identità e la bellezza di quest’isola così magnifica, tutta da scoprire, esplorare e comprendere. Al di là delle sue spiagge bellissime.

Photo Credit anagoria


A proposito dell'autore di questo post

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.



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