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Pubblicato il giugno 25, 2014 | da Giovy

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Twin Peaks e le indagini di Dale Cooper

Pochi giorni fa stavo controllando i detective di cui avevo già parlato, il mio Itunes continuava a farmi sentire la colonna sonora di una serie tv che per me è stata un puro cult anni ’90: I Segreti di Twin Peaks.

Ogni tanto viene ritrasmessa su qualche canale ed io non mi perdo una puntata perché rivedere quelle immagini mi riporta ai primi anni ’90, quando andavo alle medie e leggevo di nascosto con i miei compagni di classe il Diario di Laura Palmer. Credo fosse il 1991 e tutti si ripetevano questa domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer?” A scuola si facevano mille ipotesi ed io restavo incollata a ciò che le puntate mi raccontavano perché ero troppo presa da quella vicenda così difficile, intricata, tra realtà e strane creature cattive. Anni dopo, parlando con la mia migliore amica dopo aver visto Mullholland Drive di Lynch dissi che quel film era già tutto preannunciato dentro Twin Peaks. Quest’ultimo è, infatti, una creatura di David Lynch che ha curato sceneggiatura, regia ed ha addirittura interpretato un personaggio.

Il detective che ci fa da guida attraverso questo paesino del Nord-Ovest degli Stati Uniti è Dale Cooper, un agente del FBI giunto lì per condurre le indagini. Le sue caratteristiche mi facevano impazzire: preciso al centimetro in tutto, girava sempre con un registratore tascabile che chiamava Diane (quasi fosse una segretaria portatile), beveva caffè nero ed era ghiotto della torta alle ciliegie che si poteva assaggiare al Double R Café, l’unico diner della zona.

La vera Twin Peak si chiama Snoqualmie e si trova a Nord-Ovest di Seattle. I picchi gemelli ci sono davvero sul cartello che indica l’entrata nella zona della città, proprio come succedeva nella sigla della serie tv. Tutto è stato tenuto proprio come nella realtà di quel paesino dello stato di Washington. Nel telefilm si parla del Great Northern Hotel, l’albergo dove risiederà Dale Cooper e questo luogo esiste davvero, sotto il nome di Salish Lodge. Si trova proprio a picco sulla cascata che, nella finzione, fu un vero e proprio leitmotiv della vicenda.

Twin Peaks ci mostra la vita di un paesino dalla vita regolare, con tanta gente che lavora alla segheria locale e con altri che hanno rapporti col vicino Canada. Al tempo fece un gran scalpore perché fu capace di insinuare nella gente il pensiero che tanti posti “regolari” e felici sono in realtà fucine di cose terribili.

Io l’ho amato per la sua storia molto surreale, per la sua colonna sonora indimenticabile e per quel Dale Cooper che sembrava sempre serio, ma con una punta di eterna ironia. Lui, con il suo spostarsi attraverso lo Stato di Washington, mi ha regalato la visione dei boschi e delle foreste dell’Ovest Americano.

Se, come me, siete pazzi di quella serie, non potete perdervi una cartina con la localizzazione di tutto il set e delle attività raccontate nella storia. Manca solo la Loggia Nera… che ne dite se partiamo e andiamo a cercarla?


A proposito dell'autore di questo post

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.



One Response to Twin Peaks e le indagini di Dale Cooper

  1. alessio says:

    Che cascata stupenda nella foto. Complimenti anche per l’articolo, veramente ben scritto.

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