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Pubblicato il giugno 4, 2014 | da Giovy

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La Svezia di Wallander

La Svezia in cui vive Kurt Wallander, commissario di polizia creato dalla penna di Henning Mankell, è quasi sempre la Svezia dell’inverno. O almeno è quella che ci viene raccontata… sia nei libri che nelle varie versioni del telefilm.

Quella Svezia in cui la luce non è mai troppa, anche se la città di Ystad, dove tutto è ambientato, si trova a Sud. Se i romanzi di Mankell venissero studiati a scuola, una delle prime domande certe che la prof ci farebbe durante un’interrogazione sarebbe la richiesta di parlarle dell‘inquietudine Svedese. Si dice che i romanzi di Mankell ben delineino questo sentimento molto scandinavo, in cui ci si sente quasi costretti a vivere in un mondo che ci sta stretto, proprio perché fatto di tanto spazio aperto, di buio e di chissà quanti pensieri. Inquietudine a parte, i libri di Mankell ben ci raccontano una parte della Svezia che di solito non viene quasi mai citata negli itinerari turistici. Almeno quelli apprezzati dagli italiani.

La città di Ystad guarda il Mar Baltico e si trova nel sud est della Svezia. E’ una città portuale di lunga data, tanto che sembra che alcuni scritti del medioevo la citino già in piena attività marittima. Tornando in tema scolastico, qualcuno di voi si ricorda della Lega Anseatica? Ystad faceva proprio parte di questa importante unione portuale (con Amburgo e Brema, giusto per citare altre due città) e, a livello di governo, si alternò per un bel po’ tra Svezia e Danimarca.

La Ystad che ci viene mostrata e raccontata nelle storie del Commissario Wallander è spesso cupa e solitaria. I romanzi calano le storie nella città reale a non è difficile trovare qualche punto di riferimento raccontato da Mankell. Uno dei luoghi meta di pellegrinaggio da parte degli estimatori di Wallander è un albergo: il Continental, in Hamngatan. Il nostro commissario è proprio ospite di questo luogo per cena o per pranzo. Al di là dell’atmosfera da giallo creata da Mankell, Ystad è piacevole e spesso sferzata dalla brezza del Baltico. Il suo cielo d’estate si tinge di blu molto intensi e tutto sembra risplendere.

Se l’inverno è la stagione in cui candele e luci trionfano, l’estate svedese è il trionfo della luce naturale e già solo questo vale il viaggio per arrivare fin là. La città vecchia di Ystad è piacevole, sia da scoprire che da vivere. In città il buon Wallander è un vero e proprio mito, tanto che sono stati creati dei percorsi e dei pacchetti di soggiorno appositamente dedicati al tenebroso commissario di polizia. E’ stata creata addirittura un’App per tutti gli appassionati ed io, quasi quasi, me la scarico!

Se fossi in voi arriverei qui in traghetto, proprio per provare l’ebbrezza di un arrivo in Svezia via mare. Viaggiare via mare sa di antico e sa di sorpresa. Si vede la riva avvicinarsi piano piano e ci si sente come se si stesse scartando un regalo aspettato da tempo.

La zona della Svezia in cui si trova Ystad si chiama Scania (a nessuno vengono in mente i camion?) e si tratta di una regione molto varia e interessante. Pensate che l’aeroporto più vicino a questi luoghi è quello di Copenhagen, che dista solo 30 minuti di treno!

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A proposito dell'autore di questo post

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.



One Response to La Svezia di Wallander

  1. Brunella Stecca says:

    Adoro Manquell e la Svezia. Mi ha lasciato una grande nostalgia.

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