Francia

Pubblicato il gennaio 25, 2011 | da Sergio

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Parigi città della superbia

7 città per 7 vizi capitali. Parigi: la superbia

Superbia: una eccessiva opinione di sé stessi che si manifesta con una esaltazione delle proprie qualità, ma soprattutto con un atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri.

A leggere su Internet le descrizioni di Parigi c’è da rimanere stupiti. A Parigi tutto è ‘superbo’: i giardini sono superbi, i monumenti sono superbi, i ristoranti sono superbi, gli ornamenti sono sempre superbi, gli appartamenti i musei sono superbi, gli spettacoli del Moulin Rouge sono superbi, i panorami da Montmartre sono superbi, l’eleganza di Notre Dame è superba, fino al punto di indicare superbo l’indirizzo di un hotel perché vicino all’Arc de Triomphe.

Che viene da chiedersi: ma sono i parigini che peccano di superbia o è il mondo intero che attribuisce a Parigi questo peccato capitale?
Un peccato che si esporta facilmente, ma che trova sempre Parigi al centro dell’attenzione. Dicono infatti a Bari che “se Parigi avesse il mare, sarebbe una piccola Beri”.

Vediamo di capire

La superbia dei francesi viene da lontano. Loro sono stati Carlo Magno, la guerra dei cent’anni, l’espansione del XII secolo che li porta alle dimensioni del Sacro Romano Impero, la Rivoluzione, Napoleone e l’Impero, l’impero coloniale, De Gaulle e la ‘grandeur’ e quella che lui chiamava “une certaine idée de la France”, che doveva portare la Nazione in una posizione di primissimo piano in economia, nella cultura fino alla potenza nucleare.
Che i francesi e i parigini in particolare siano sempre stati molto pieni di se è un dato di fatto, superbi nel loro procedere nella storia e nel volerla dominare, sempre in conflitto psicologico con gli Inglesi e con i Tedeschi, e sentendosi sempre decisamente superiori agli Italiani, per via dei vini e dello champagne, per i formaggi, per l’orgoglio nazionale e perché noi siamo al sud dell’Europa.

Le ragioni della superbia

Se Enrico IV alla fine del 1500 pur di salire al trono di Francia si convertì al cristianesimo con la famosa frase “Parigi val bene una messa”, noi pur di visitare Parigi potremmo anche esser disposti ad accettare le manie di grandezza e di superbia dei suoi abitanti. Non a caso infatti la Francia, Parigi e la Torre Eiffel sono rispettivamente la nazione, la città e il monumento più frequentati dai turisti da oltre 50 anni.
E come negare la grandezza degli Champs Elysees, quel lungo viale che dai giardini des Tuileries porta a Place Charles de Gaulle e all’Arco di Trionfo, viale famoso in tutto il mondo, con le sue boutique, i ristornati esclusivi, i concessionari dei più prestigiosi marchi d’auto? Come negare la bellezza mozzafiato della cattedrale di Notre-Dame, la civetteria di Montmartre con l’imponenza della Basilica del Sacro Cuore, la superbia incontrastata del Louvre, il fascino ormai un po’ antico ma sempre moderno della Defense, la pazzia architettonica del centro d’arte e di cultura Georges Pompidou, la storia che trasuda dai muri dell’università della Sorbona, il fascino e l’eleganza di quartieri come St-Germain-des-Prés, gli innumerevoli parchi cittadini, Montsouris, La Villette, Buttes-Chaumont, il parco del Senato, le stranezze del museo d’Orsay realizzato nella ex stazione ferroviaria, la magnificenza dell’Opéra, e naturalmente la Senna che divide la città nella rive droite e gauche, e quindi da una parte l’aristocrazia e dall’altra il popolo?

Altre ragioni di superbia

Le 14 linee del metrò, le pensiline coperte alle fermate degli autobus e i sedili imbottiti, le brasserie dove mangiare a 15 euro, gli orari dei negozi, i ristoranti aperti fino a notte fonda, gli hotel di tutte le categorie, gli innumerevoli ostelli e i B&B, le corsie preferenziali per le biciclette e la diffusione del bike sharing, la capacità di porre fianco a fianco il supermoderno accessoriato con il classico mediovale, i supermercati nelle zone del centro storico, il Quartiere Latino, la multiculturalità e gli innumerevoli ristoranti multietnici, la patisserie, il Moulin Rouge e il Pink Paradise …

Accidenti a loro! E a tutte le ragioni per sentirsi superiori.

Foto de Musée du Louvre di ainet

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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