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Pubblicato il gennaio 29, 2014 | da Giovy

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Una sorpresa chiamata Isola di Man

Se vi dico Isola di Man cosa vi viene in mente? Probabilmente il Tourist Trophy, detto TT per gli amici. L’Isola di Man se ne sta tranquilla tra Inghilterra e Irlanda e molta gente si dimentica di metterla nella carta geografica mentale di quei luoghi.

Avevo letto un bel po’ di cose a riguardo e mi ero studiata un bell’itinerario, ma non avevo messo in conto lo stupore che avrei provato per quell’isola e non avevo fatto i conti con quanto mi sarebbe mancata.

Uno dei primi giorni di viaggio da quelle parti, io e Gian ci recammo a Ramsey, nella parte nord dell’Isola. Sul molo incontrammo un signore che ci disse di essere inglese e di essersi trasferito lì perché l’Isola di Man sembrava l’Inghilterra di 40 anni prima. Moderna sì… ma con meno stress, più vita semplice e cieli azzurri.
L’isola ha dato anche a me questa impressione: io l’avevo definita come un’Irlanda di altri tempi, senza masse di turisti in ogni dove.

Tanti si recano da quelle parti per il TT ma, a mio avviso, quello non è proprio un gran periodo a meno che non andiate là solo per le moto. Durante il TT metà isola è impraticabile perché è l’isola stessa a diventare il circuito per la gara. In tutto il resto dell’anno l’isola torna silente, tranquilla e interamente percorribile.

Da queste parti Vichinghi e Celti diedero vita a qualcosa di unico, nel lontano IX secolo d.C.: si fusero in un’unica popolazione. Non avvenne da nessuna altra parte dell’Europa o del mondo conosciuto da quei guerrieri alti e biondi che arrivavano da Nord.

L’isola è piena di cerchi di pietre che risalgono a moltissimo prima di quest’epoca e la sfida è proprio trovare questi luoghi. Sono dappertutto e non è difficile scendere dall’autobus da qualche parte e ritrovarsi davanti a delle pietre sacre del neolitico.

Proprio come accade quando si va a Saint John, una località che si trova proprio al centro dell’Isola e che ha un’importanza pazzesca per la gente di qui. Qui si trova il miglior prodotto della fusione tra Celti e Vichinghi: Il Tynwald. Si tratta del luogo dove venne fondato nel 979 d.C. primo il parlamento dell’Isola.

L’Isola di Man vanta il più longevo parlamento al mondo mai rovesciato e mai insediato dai nemici. Ogni anno, per il giorno di San Giovanni (24 Giugno) l’isola intera si ritrova qui per celebrare questa istituzione importante. La data di San Giovanni è molto simbolica perché si tratta della festa cattolica più vicina agli antichi riti pagani per l’arrivo dell’estate, della prosperità.

Lo sapevate che sulla costa ovest dell’isola c’è un luogo dove si possono vedere le nuvole formarsi dal mare? Si chiama The Chasms e si trova dalle parti di Cregneash, un villaggio antico totalmente ristrutturato e vivo, visitabile come museo a cielo aperto.

Girare per l’isola è molto facile: c’è una rete di autobus molto capillare, dall’alba a notte fonda. L’abbonamento per una settimana costa 20£ e comprende un adulto e un bimbo.

Una curiosità: l’Isola non è parte del Regno Unito, come molti credono. L’Isola di Man è indipendente dal Regno Unito. Il capo dell’isola non è la Regina (perché Man è una repubblica) ma il Lord of Man. Per convenzione e praticità il capo di stato del Regno Unito è riconosciuto come Lord of Man, ma non ha titoli o poteri nobiliari sull’Isola.

Un consiglio pratico per il denaro: qui vale la sterlina di Man, che è identica a quella inglese, ma riporta anche simbolo dell’isola: il triskelion (le tre gambe che ci sono sulla bandiera). Sull’isola potete tranquillamente usare le sterline inglesi. Nel Regno Unito non potete usare le sterline di Man. Quindi, se restate senza soldi, fate bancomat quando tornerete con i piedi in Inghilterra e sull’Isola prelevate il minimo per vivere.

Questo posto è veramente un paradiso capace di sorprendere ad ogni passo. Lo ammetto: ci vorrei tornare presto!


A proposito dell'autore di questo post

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.



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