Germania

Pubblicato il aprile 6, 2011 | da Sergio

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L’ex aeroporto Tempelhof di Berlino sarà un parco tecnologico

L’aeroporto di Tempelhof a Berlino è stato per lungo tempo una delle strutture più avanzate del mondo. Voluto da Hitler nel 1934 è rimasto aperto fino al 2008. Oggi con un bando internazionale verrà trasformato in un grande laboratorio dedicato alla eco-sostenibilità.

La grande area dell’aeroporto di Tempelhof, 3 chilometri a sud del centro di Berlino, chiusa tra i quartieri di Kreuzberg, Schöneberg e Neukölln, è stata aperta al pubblico nel maggio del 2010. Da allora è utilizzato per grandi eventi e manifestazioni, ma soprattutto è utilizzato dagli abitanti come area per il jogging, il ciclismo, il pattinaggio o il kiting.

Si tratta di 300 ettari diventati un luogo molto frequentato per i quali l’amministrazione della città ha stanziato 60 milioni di euro tra il 2010 e il 2017 per la sua riconversione e manutenzione.

La storia dell’aeroporto fa parte della storia della città. Costruito nel 1934 è diventato durante la Guerra Fredda uno dei simboli di libertà. Le forze dell’Unione Sovietica nel 1948 chiusero tutti gli accessi alla città che rimase senza rifornimenti. Solo un intenso ponte aereo di oltre 460 giorni per un totale di 300 mila voli, garantì alla zona occidentale di Berlino di sopravvivere grazie al trasporto di oltre 2 milioni di tonnellate di alimenti, oltre a carbone e medicinali.

Il bando emesso nel 2010 dall’amministrazione e diretto ad architetti e progettisti internazionali per la riconversione della struttura aeroportuale, è stato vinto ex-equo da studi di urbanistica londinesi e berlinesi. Il progetto prevede di trasformare Tempelhof in un laboratorio di eco-sostenibilità per lo studio e la progettazione di soluzioni di generazione di energia alternativa: l’area diventerà quindi un grande parco tecnologico quasi nel centro della città.

Foto di 96dpi

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Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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