Francia

Pubblicato il luglio 13, 2015 | da Elisa Facchini

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La Provenza: un viaggio tra i profumi e i colori della Lavanda

Un anno fa, proprio i primi giorni di luglio, un indimenticabile viaggio in Provenza seguendo il profumo ed i colori della lavanda. Esattamente questo è il periodo in cui i campi mostrano l’apice della loro rigogliosità e del loro intenso profumo, prima del lungo tempo di raccolta che inizia da metà mese circa.

Il mio itinerario è partito dall’altopiano di Valensole, teatro di questo scenario con le numerose e lunghissime distese coltivate a lavanda, che corrono a perdita d’occhio. Passeggiare in un campo di lavanda è un’esperienza veramente unica, partiamo dal fatto che si è travolti dal suo inebriante profumo e gli occhi catturano il protrarsi all’infinito delle distese viola. Per tre giorni ho visitato, innamorandomene, i borghi antichi arroccati sulle rocce e visto scorci di altri tempi. Le piccole piazze dove le persone si trovano a chiacchierare la sera e dove si può attingere acqua dalle fontane che le adornano. I glicini ed i bouganville colorano gli ingressi delle case, le antiche chiese, le viuzze ciottolate ed i negozietti di artigianato. In questi luoghi dai colori e l’atmosfera tipicamente provenzale il tempo sembra essersi fermato e l’aria, a luglio, profuma di sole e… lavanda.

Abbazia di Senanque

Sono passata dal borgo caratteristico di Bonnieux, proseguendo per un altro gioiello della zona, Saignon, entrambi paesi in cui dominano calma e tranquillità. Di nuovo in viaggio verso Gordes, dove ho visitato l’Abbazia di Senanque dell’XI secolo, oggi abitata da monaci e frati che vivono secondo la regola “ora et labora” di San Benedetto da Norcia. L’abbazia è stata realizzata spoglia da ogni dettaglio per non distrarre l’uomo in preghiera e così è giunta ai giorni nostri. Solo la luce attira l’attenzione di chi prega, in quanto essa è simbolo della presenza di Dio.

Sono infine giunta fino a Coustellet per visitare il museo della lavanda. Il museo è ben installato; contiene vari antichi attrezzi utilizzati per la procedura di raccolta della lavanda, la sua distillazione e l’impiego in quella che è la vita di tutti i giorni. Ma il racconto e la spiegazione non avviene solo tramite macchinari ed oggetti, bensì anche grazie a tabelle descrittive e filmati. La lavanda veniva usata come pianta medicinale o per usi ancora oggi conosciuti quali i pout-purri per bagno e armadi. Oggi la lavanda viene impiegata anche nel campo del benessere e della cosmesi in prodotti di vario genere come bagnoschiuma, saponette o creme per il corpo ed il viso, ma anche per realizzare candele per
ambienti, per la cura dell’insonnia o il mal di gola.

La Maison du Lavandin

L’itinerario si è spostato verso Mane per la visita al Priorato di Salagon, un’antica costruzione medievale, ma con vetrate monocromatiche di epoca contemporanea, all’interno della quale sembra di vivere davvero in epoche antiche. I luoghi oscurati, le costruzioni fredde e con piccoli passaggi e strette scale. Tutt’intorno cinque grandi giardini, un vero museo etnobotanico all’aperto in cui passeggiare e per gli appassionati ed esperti approfondire le proprie conoscenze in materia. Infine Greoux les Bains, una rinomata stazione termale, in un contesto davvero armonioso. Vorrei consigliare il ristorante “Fleur de Thym”, dove ho cenato una sera per puro caso. Chiedete di mangiare le moules à la provencale, che sono le cozze. Fresche e ben cucinate. Non ve ne pentirete! Il piatto che preparano a persona è veramente abbondante e ciononostante non mi hanno appesantita e non ho faticato a digerirle.

Modella in campo di lavanda

In ogni paese i campi di lavanda sono un via vai continuo di turisti provenienti da ogni luogo del mondo, armati di macchine fotografiche, videocamere, treppiede e bastone per i selfie. Ognuno a cercare l’idea per lo scatto perfetto per ritrovarsi dulcis in fundo a intrappolare scene uguali a quelle di chiunque. Ma parliamo ancora di fotografie. In questi luoghi è facile trovare modelle a realizzare dei veri e propri servizi fotografici, con tanto di fotografo e costumista al seguito, adeguatamente abbigliate dal cappello ai sandali, le quali posano sorridenti al tramonto. Ma queste scene sono riconducibili a tutte le donne in viaggio col proprio “lui”, dove lui è il fotografo e lei è modella e costumista di sé stessa. Ben acconciate si incamminano tra le file della lavanda posando a braccia aperte, tenendo fermo il cappello sulla testa, inginocchiate nell’intento di annusare il profumo dei tanti cespugli che le circondano, correndo lungo le file dei campi o tenendo in mano un mazzolino di lavanda. Ricordatevi solo una cosa: questi campi attirano, naturalmente, molte api ed insetti in generale e non è difficile assistere a scene di ragazze che scappano dai campi, poiché inseguite da qualche insetto. Sono fatti divertenti, non solo per chi li vede ma in fondo anche per chi li vive, in quanto riescono a marcare nella mente un momento particolare della vita, l’odore ed il rumore che lo ha caratterizzato.

Strada di Bonnieux

Un’ultima chicca di questo viaggio… Della lavanda abbiamo parlato di profumo e dei rumori dei campi, ora vorrei parlarvi di sapore. Passate da Cereste e fate una sosta a “La rue des Biscuits” una biscotteria artigianale e prendetevi del tempo per gustare i biscotti alla lavanda e molte altre prelibatezze.

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A proposito dell'autore di questo post

Sono Elisa, 28 anni, appassionata di classici della letteratura e di viaggi. Sono un'emergente travel blogger ed amo raccontare le emozioni che ogni nuova esperienza suscita col desiderio di ispirare chi mi legge a preparare la valigia. My Motto: Keep calm and... pack the bags!



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