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Pubblicato il maggio 5, 2014 | da Maurizio Beolchini

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Festa dei Ceri a Gubbio

La Festa dei Ceri o  Corsa dei Ceri si tiene ogni anno il 15 maggio in occasione del giorno del Santo Patrono della città di Gubbio, Sant’Ubaldo Baldassini vescovo di Gubbio morto nel 1160.

I Cereos Magnos sono tre colonne di legno del peso di circa kg 300 l’una montate su tre barelle di legno che durante la festa vengono portate in spalla ognuna da una squadra di otto persone che attraversa la città in una processione sostenuta a passo di… corsa. I portatori lungo la via vengono sostituiti senza fermarsi da altri portatori freschi in modo che non si debba mai rallentare per la stanchezza. Le tre colonne o Ceri portano in cima sculture rappresentanti Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate.

La manifestazione ha un suo prologo la prima domenica di maggio quando i ceri vengono riportati dalla Basilica di San’Ubaldo dove sono conservati tutto l’anno fino in piazza Grande dove vengono finalmente eretti e montati sui loro trasporti. Questo primo trasporto è fatto appunto portando i ceri orizzontali e la gioiosa prova dei bambini di Gubbio consiste nel riuscirne a salire a cavalcioni e resistervi sopra il più possibile. Dalla piazza Grande avrà quindi inizio la corsa che li riporterà alla basilica del Santo.

Il giorno della festa la città gode di una sveglia antelucana perché già alle 5,30 del mattino i tamburini percorrono le vie dando la sveglia ai capitani ed alle squadre di portatori chiamate “capodieci”. Per chi fosse comunque riuscito a dormire nonostante i tamburini alle 6 suonerà il campanone del palazzo dei Consoli per ribadire la solennità della giornata che si concluderà tra feste, mercati, spettacoli e gran bicchierate alle 18 proprio durante la corsa. La corsa peraltro, dato il peso del carico, la sua altezza e la ripidità del percorso con tante curve strette non è così facile e senza rischi come si potrebbe pensare.

Un’occasione per vivere nella stessa giornata storia, natura e cultura, i tre veri tesori del nostro Paese.


A proposito dell'autore di questo post

Un'amica giornalista mi chiamò nell'87 architetto pentito perché dopo l'esame di stato passato con 40 avevo scelto di aprire un Pub. Poi nel 2000 in piena bolla Internet ho finalmente scoperto che la birra irlandese era migliore di quella di Porta Romana e dopo avere venduto tutto su Ebay come Matteo Caccia sono partito per Dublino. Dopo quindici anni di andarivieni mi è pure passata la paura del volo e sento fratello questo leggendario popolo irlandese a metà tra il pragmatismo inglese ed il possibilismo napoletano!



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