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Pubblicato il ottobre 19, 2015 | da Elisa Facchini

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Cosa fare a San Pietroburgo se hai solo 3 giorni per visitarla

San Pietroburgo è una città che provoca brividi a fior di pelle per la sua incantevole bellezza, la ricchezza di storia che racchiude nei palazzi e nelle piazze, le scene di romanzi e racconti letti che ci scorrono nella testa e tutto lo sfondo che la completa e la incornicia adagiata sulle rive della Neva che scorre lenta e che in inverno si ghiaccia lasciando spazio a divertimenti e giochi. San Pietroburgo è la città degli zar e della dinastia Romanov. Questa casata è per lo più ricondotta alla debole immagine di Nicola II ultimo zar di Russia, manipolato da Rasputin, e alla sua caduta che portò all’assassinio di lui, la moglie e dei loro cinque figli. Ma un Romanov fu anche Pietro Primo (il Grande), l’uomo dai mille talenti, l’uomo che vedeva lontano, l’uomo che dal nulla di una zona paludosa, con varie opere di bonifica, diede vita a questa incredibile città. Nel suo immaginario la nuova città doveva essere forte, potente, sicura, grande, splendente: una vera città europea. Ecco perché impegnò nei progetti e nei lavori architetti, scultori, pittori in gran parte provenienti dall’Europa, creando una città in stile europeo, con giardini alla francese, con vestiti e tradizioni francesi e con usanze tipiche di quei luoghi a cui lui guardava traendo spunto ed ispirazione. 

Ma se volessimo visitare San Pietroburgo in tre giorni, cosa vedere? Considerando che ogni palazzo ed ogni suo angolo sono pezzi di storia e di letteratura selezioniamo l’imperdibile.

Primo giorno a San Pietroburgo

Per iniziare la vostra visita a San Pietroburgo consiglio una lunga passeggiate nel grande centro storico e in quella che  è la sua arteria principale, la Prospettiva Nevskij, un viale di 4,5 Km traboccanti di storia, letteratura e architettura nonché di vita, cose da fare, cose da vedere e che manifesta ad ogni angolo la sua voglia di vivere. Oltre a musei, chiese, palazzi rinomati e luoghi in cui si sono svolti importanti scene tratte dai romanzi degli scrittori russi più illustri, sulla Prospettiva Nevskij hanno abitati numerosi di essi tra cui Puskin e Dostoevskij ed inoltre su di essa vi sono moltissimi negozi nei quali fare acquisti, librerie, botteghe, supermercati, edicole, bar, pub, locali ed altri divertimenti notturni. Insomma un grande viale che odora di storia vivendo un presente ricco ed intenso.

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Se avete tempo percorrete tutto il viale che si apre dalla Piazza del Palazzo e si conclude con il Monastero di Sankt Aleksandr Nevskij, e visitate almeno alcuni dei luoghi principali tra cui la Cattedrale della nostra Signora di Kazan’, la Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato e il Palazzo Mikhailovskij. La Cattedrale della nostra Signora di Kazan‘ è l’unico tempio ortodosso della città situato direttamente sul Nevskij, è simbolo della guerra anti-napoleonica ed è così chiamato perché conserva al suo interno l’icona della Madonna di Kazan’, importante reliquia ortodossa, in quanto protettrice dei militi russi. La Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato, commissionata dallo zar Alessandro III ricorda la resurrezione di Cristo ed il defunto padre zar Alessandro II ucciso dalla bomba di un attacco terroristico. Infine il Palazzo Mikhailovskij che ospita il Museo Russo con le sue moltissime opere scultoree e pittoriche, tra cui anche icone pregiate di arte antica di pittori russi illustri.

Lasciatevi rapire dall’incanto di questi luoghi e dalla magia del Nevskij, magari leggendo alcune pagine di romanzi quali “Le notti bianche” e”Umiliati e offesi” di Dostoevskij, “Il cavaliere di bronzo” di Puskin o “La prospettiva Nevskij” di Gogol’, che ci fanno oltrepassare quella sottile linea di confine tra vero ed inventato, portandoci a mescolare i fatti reali con le vicende narrate, lette e rilette decine di volte e che ci hanno fatto sognare di notte. Ora che siamo nei luoghi dei nostri romanzi preferiti non possiamo evitare di sentirci un po’ Nasten’ka, un po’ Evgenij e gli altri protagonisti.

Secondo giorno a San Pietroburgo

La seconda giornata la dedicherei interamente ad un museo, ma non un museo qualunque, ma l’Ermitage, o Hermitage, uno dei più famosi e giganteschi musei di tutto il globo. La facciata esposta sulla Neva è lunga 1,5 km ed al suo interno conta 5 edifici di epoche diverse uniti tra loro da passaggi, corridoi e gallerie. In questo articolo vi parlo del più antico di questi 5 edifici e forse il più conosciuto come abitazione degli zar, il Palazzo d’Inverno che risale al 1754. E’ disposto su 3 piani, conta centinaia di finestre, 117 scalinate, più di 1000 stanze e più di 3.000.000 di opere ed oggetti esposti. All’interno di questi salotti in cui il barocco europeo si fonde con il rococò e la tradizionale architettura russa del Seicento hanno governato figure illustri quali Elisabetta I°, Caterina la Grande ed Alessandro I° e sono state tenute numerosissime feste e balli con migliaia di invitati.

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Trovarsi in queste stanze è come tornare a rivivere epoche lontane, in cui venivano prese difficili decisioni di governo o si consumavano nelle camere da letto tradimenti che non sarebbero mai usciti da quelle mura, intrappolati nel buio dei corridoi e degli androni del Palazzo d’Inverno, un vero museo di architettura, profumo di storia e dei personaggi che l’hanno fatta, di cultura e tradizioni. Quindi l’Ermitage è il museo dentro un museo, all’interno del quale possiamo trovare pitture di Leonardo Da Vinci, Van Gogh, Rembrandt, Tiziano, Renoir, sculture di Antonio Canova ed oggetti provenienti da ogni luogo del mondo, dall’Europa al Mar Nero o dal Vicino Oriente.

Terzo giorno a San Pietroburgo

L’ultimo giorno lo dedicherei a scoprire il passato della città, un tuffo alle sue origini con la visita del luogo in cui ha avuto inizio lo sviluppo della città con la costruzione della Cattedrale dei Santi Pietro e PaoloLa cattedrale nasce come tempio ma di lei si ha sempre una visione alternativa perché, diversamente da quella che è la tradizione ortodossa dove l’altare viene mostrato solo durante le grandi feste, rende sempre visibile la zona dell’altare ai fedeli. Per questa ragione molto presto la Cattedrale viene adibita a luogo di sepoltura dei membri della dinastia dei Romanov, a partire proprio dal fondatore della stessa San Pietroburgo, lo zar Pietro il Grande. Nei sotterranei invece vi sono le carceri, nelle quali venivano rinchiusi gli oppositori politici. Queste mura hanno visto rinchiusi anche molti personaggi famosi tra cui Aleksej figlio di Pietro il Grande, che venne rinchiuso in queste carceri perché complottava contro le direttive politiche del padre stesso; ma anche Dostoevskij e Gorki vennero rinchiusi nelle carceri della cattedrale.

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Se ne avete la possibilità e soprattutto il tempo non perdetevi una serata di balletto russo. Potete acquistare i biglietti o presso il Teatro Marijnskij (se siete fortunati) oppure presso il Teatro del Conservatorio della città, infatti il Marijnskij è spesso sold-out. Il Teatro Marijnskij è uno dei più grandi palcoscenici d’opera del mondo e sul suo palco hanno danzato nomi di rilevanza planetaria quali Fokin, la Pavlova e la KszessinskajaImpossibile non lasciarsi coinvolgere dall’emozione del balletto russo, anche se non si è né appassionati né esperti; è l’insieme dell’ambiente, la pesantezza della storia che ti avvolge quando entri nel teatro, la meraviglia e il lusso che lo caratterizzano ed il peso di questi nomi di ballerini e scenografi il cui lavoro è stato ed è un qualcosa di davvero unico tanto da farti sentire onorato di essere lì in quel momento ad assistere ad una vera opera d’arte. Io ho avuto la fortuna di vedere “Il lago dei cigni” ed “Il principe schiaccianoci”, entrambe musicate da Chaikovskij.

San Pietroburgo non è solo questo, è molto di più, un molto di più che necessita di più di tre giorni per essere vista. Di certo questo è un delizioso assaggio, un assaggio a mio avviso che farà aumentare la vostra fame e non vedrete l’ora di ritornarci per visitare ancora e ancora ed aggiungere ogni volta un tassello alla conoscenza della sua storia travagliata, del suo eccesso di sfarzi, della sua architettura eclettica, del contrasto dei suoi colori o pesanti o solo accennati, del romanticismo che racchiude negli inverni freddi e nevosi e delle emozioni che rimangono attaccate all’anima nelle passeggiate durante le notti bianche estive. Tutto ciò non vi lascerà mai più!

 


A proposito dell'autore di questo post

Sono Elisa, 28 anni, appassionata di classici della letteratura e di viaggi. Sono un'emergente travel blogger ed amo raccontare le emozioni che ogni nuova esperienza suscita col desiderio di ispirare chi mi legge a preparare la valigia. My Motto: Keep calm and... pack the bags!



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