Arte

Pubblicato il settembre 27, 2011 | da Sergio

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Bologna eventi: roBOt04, musica e arte digitali

Una volta eran Bit. Poi son cresciuti ed eran Byte. Adesso non ci si ricorda più di quelle origini origini ed è solo … Era Tecnologica. Al punto che: “Un nuovo scenario, somma di individui biotecnologici e interconnessi, in cui l’innovazione è appannaggio di tutti, si slega dal controllo del singolo e tramite un’interfaccia comune diventa la lavagna dove l’umanità ridisegna la propria esistenza. Se la nostra generazione comprende solamente le potenzialità di questo cambiamento, per i ‘Digital natives’, rappresenta la logica conseguenza”. E’ il manifesto di roBOt04, manifestazione di arte, musica e scenari digitali che si tiene a Bologna tra il 28 settembre e il primo ottobre.

Con il claim “Do It Yourself: Revolution Now!”, ma sopratutto con il patrocinio di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, il capoluogo emiliano-romagnolo diventa sede di un evento unico che ha lo scopo, attraverso la presentazione di opere digitali di tutti i tipi di “capire dove andrà questo uomo nuovo dell’era tecnologica, quali sono gli scenari possibili di questa nuova società apolide e digitalizzata, quali rivoluzioni e quali cambiamenti ci attendono”.

RoBOt04 è alla quarta edizione e si snoderà tra il Teatro Comunale, Palazzo Re Enzo, gli spazi musicali Kindergarten di via Clazoni e il Link di via Fantoni.

Il festival di musica e arte digitale ha la sua serata inaugurale il 28 settembre al Teatro Comunale con il concerto della Elektronische Staubband, progetto musicale del compositore e polistrumentista Yann Tiersen.

A seguire il festival si sposta a Palazzo Re Enzo, fulcro della manifestazione, con la live performance di Sbtrkt con l’anteprima italiana dell’album d’esordio: un sound innovativo, un mix di soul, 2step, funky, dubstep e house.

Tra gli altri grandi ospiti di roBOt 04 gli Who Made Who, dance-rockish band di Copenhagen e le loro esplorazioni nell’ibrido dance-rock durante i loro incendiari live show. Hanno confermato anche Deniz Kurtel, nome nuovo della house americana, e Bjørn Torske, producer norvegese che per tutti è l’inventore della skrangle-house.

Novità di roBOt04 sono Maya Jane Coles, breakthrough producer di soli 23 anni ma con una storia alle spalle con importanti etichette discografiche, e Space Dimension Controller, giovane talento irlandese che ha già una label tutta sua, la Basic Rhythm.

Tra i ritorni più significativi a roBOt04, Seth Troxler, ormai vecchio enfant prodige della house world wide, l’italiano Stefano Miele (Riva Starr) con i suoi mix caratterizzati da un passionale melting pot musicale napoletano e Tobi Neumann, dj tedesco conosciuto dal grande pubblico fin dalla Love Parede di Berlino nel 1995.

L’elenco degli artisti, gruppi, performer, dj, compositori, producer, hot names della scena electro internazionale che partecipano a roBOt04 è lunghissimo, la maggior parte dei quali si esibiranno a Palazzo Re Enzo.

Ma in quei giorni tutta Bologna è un palcoscenico della manifestazione, con installazioni incredibili. Come ad esempio con Invasione, street roBOt 2011, grazie alla quale la città si riempie di zanzare musicali, grilli sibilanti, pipistrelli laser, gufi veggenti e topi parlanti sulle principali strutture architettoniche.

Il programma di roBOt04 comprende anche una selezione di film della migliore produzione internazionale sul tema delle contaminazioni del nostro tempo: A Live Documentary di Paul Kalkbrenner; Resonance, che ha coinvolto oltre venti animatori 3D; PressPausePlay di David Dworsky e Victor Köhler sulla rivoluzione digitale degli ultimi dieci anni; We don’t care about music anyway… di Cédric Dupire e Gaspard Kuentz, una visione caleidoscopica di Tokio tra musica, rumori, suoni e immagini.

Foto di JD Hancock

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A proposito dell'autore di questo post

Giornalista professionista, appassionato di animali e viaggi, cibo e informatica. Sognatore di professione, cerco di rendere migliore questo mondo raccontando e raccogliendo le piccole esperienze quotidiane che messe insieme fanno una vita. I miei figli dicono che è più facile saltarmi che girarmi intorno. Ma quella è solo apparenza. La sostanza è una costante attenzione per le cose belle e buone che questo mondo ci mette tutti i giorni nel piatto.



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